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Il fuoco scoppiettava lento nel camino, dando un po’ di luce a quella stanza buia, mio padre con la sua inseparabile chitarra tra le mani, che suonava tenui melodie,io seduto con le mani giunte pensieroso, mi perdevo nel colore delle fiamme, pensando a quello che avevo appena saputo. “Mi dispiace figliuolo,ma questa è la verità” “papà,ma io non ne sapevo niente, perché me lo hai detto solo adesso!” “perché non è facile per un padre, dire certe cose ad un figlio!” “Da quello che mi hai appena detto, io non sono tuo figlio!”Esclamai alzandomi dalla sedia e appoggiandomi con la mano al camino. “non lo sei di sangue, ma ti ho cresciuto io, sono io che ti ho curato,io che ti nutrivo,io che ti ho voluto bene!” “ma spiegami cosa è accaduto con precisione!Ti prego sono confuso!” “tua madre,era la figlia di un ufficiale della marina, io a quel tempo la conoscevo, perché lavoravo come commerciante vicino casa sua e spesso veniva a comprare il grano da me. Si innamorò di uno sconosciuto,marinaio arruolato anch’esso. Quando vidi Merion la prima volta me ne innamorai subito, ma lei amava un altro, e non mi degnava di un sorriso. Il fato volle che rimase incinta,ma quello stronzo sconosciuto la abbandonò, e per non farla passare per una prostituta e rovinare così la sua reputazione, mi presi la responsabilità di quel figlio, così la sposai e dopo pochi mesi nascesti tu!” Rimasi ad ascoltare tutta la storia incredulo, sconcertato, io il Capitano Jack Sparrow, non ero un vero Sparrow, come era possibile? Guardai mio padre con gli occhi lucidi “così io non sono uno Sparrow!”Dissi con fiato strozzato, cercando di nascondere il dispiacere che quella notizia mi aveva procurato. “Che dici Jack!tu sarai sempre uno Sparrow, il legame di sangue passa nell’insignificanza in questi casi, io ti ho cresciuto, io ti ho amato, e sarò sempre io ad amarti più di qualunque padre naturale, sei il Capitan Jack Sparrow e questo non potrà togliertelo nessuno, figliuolo!”Esclamò lui posando la chitarra, e venendo verso di me, mi appoggiò le mani sulle spalle, e guardandomi fisso mi sussurrò “tu sei mio figlio, e nessuno ha diritto più di me di essere tuo padre!” “Si, hai ragione, ma voglio sapere chi è quest’uomo e lo scoprirò!”La rabbia salì dentro di me, sentivo emozioni,che non avevo mai provato prima di allora,ero confuso,arrabbiato e volevo vederlo in faccia quell’uomo che ebbe il coraggio di abbandonare suo figlio, volevo gridargli quello che mia madre non ha potuto gridargli. “non servirà a nulla ragazzo, capisco che sei arrabbiato, ma andare alla ricerca di un uomo che non ti ha voluto,è stupido, non merita la tua attenzione!” “forse hai ragione papà, ma voglio che mi risponda guardandomi negli occhi, quando gli chiederò il motivo per il quale mi ha abbandonato!” “Jack ti farai del male!”Continuò lui “Ci sarai tu in quel caso a sollevarmi, giusto papà?”Sussurrai “Ci sarò sempre per te!”Mi rispose accennando un abbraccio “sai dirmi qualcosa in più riguardo a quest’uomo?”chiesi “Non molto, so che lavorava per la marina a quel tempo,poi però abbandonò la retta via, per intraprendere la strada della pirateria, un po’ come ho fatto io!” “E non sai nient’altro?”Domandai nella speranza di ricevere qualche indizio più preciso “no purtroppo!”Rispose lui rimettendosi seduto e prendendo in mano di nuovo la sua chitarra “non è molto, ma è già qualcosa, ora mi metto in viaggio, tornerò nella nostra prima casa, a Isla Martinez, forse li riceverò notizie,forse c’è ancora qualcuno che si ricorda di mamma e di quel marinaio!”asserii io guardandolo “Aspetta….ora ricordo…potresti andare da Simon Clive, lui è il governatore di isla Martinez e conosceva benissimo Marion quando divenne governatore aveva più o meno l’età di tua madre, era molto giovane,ed erano amici, forse lui potrà darti qualche indizio. Purtroppo io non so dirti altro, non ho mai chiesto a tua madre, e lei non mi ha mai detto chi era quell’uomo……spero solo che non ti farai del male Jack”Disse in fine “non succederà,sono abbastanza grande da riuscire a controllare le mie emozioni, grazie papà!”Affermai abbracciandolo. Pronunciare la parola papà adesso aveva un suono diverso, l’affetto che avevo per lui di certo non sarebbe mai cambiato, ma ora che sapevo che c’era un altro padre, bè solo l’idea mi mandava in confusione. Dopo i saluti, uscii da quella casa,forse era per il camino acceso, o forse il vento freddo che tirava quella sera, fatto sta che come misi piede fuori, e mi chiusi la porta alle spalle, un brivido di solitudine si sparse per la mia schiena. Camminando pensieroso, con il bavero del mio soprabito alzato, e una bottiglia di rum stretta nella mano,mi diressi al porto dove mi aspettava imponente e maestosa la mia Perla Nera.
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If the sun refused to shine, I would still be loving you. When mountains crumble to the sea, There will still be you and me. An inspiration is what you are to me, inspiration, look... see If the sun refused to shine, I would still be loving you. When mountains crumble to the sea, there will still be you and me.
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Grazie Marco!
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Group: Boss Posts: 16878 Location: Da casa di Johnny Depp e di Morgan
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interessante
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Tibby:Forse delle volte è più facile arrabbiarsi con le persone di cui ti fidi. Carmen:Perché? Perché dev'essere così? Tibby:Perché sai che comunque ti ameranno sempre. -4 amiche e un paio di jeans- ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- "Bisogna essere profondamente convinti che il mondo è orripilante per essere felici." (Le ragioni delle piogge - Morgan-)
----------------------------------------------------------------------------------------------------------------- "Quando i bambini hanno un anno di vita, sembrano piccoli ubriachi: devi sorreggerli, inciampano nelle cose, ridono e piangono, pisciano e vomitano"Johnny Depp ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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Il 70% delle ragazze ha dichiarato che il loro film preferito è Tre Metri Sopra il Cielo. Il 30% ha dichiarato che preferisce di gran lunga i Pirati dei Caraibi o Jack lo Squartatore. Copia e incolla questo alla tua firma se sei fra questo 30%!!!
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Ormai ero al porto, la bottiglia di rum era quasi vuota, e quel vento freddo mi seguì per tutto il tragitto. Salii sopra la mia nave, mi appoggiai al parapetto della prua e sorseggiando l’ultimo goccio di Rum, pensavo a come sarebbe stato incontrare quell’uomo che mi diede la vita,scappando poi lontano come se fossi una punizione divina. Pensavo a come potesse essere il suo viso,i suoi occhi…in quel momento ricordai mia madre,in un giorno specifico, ero bambino, lei mi guardò,con quello sguardo che solo una madre può rivolgere ad un figlio, era dolce e rassicurante,mi fissò intensamente e accarezzandomi i capelli mi sussurrò con voce presente e confortevole“hai gli stessi occhi di tuo padre!”….Adesso tutto mi sembrava più chiaro, si riferiva di certo al marinaio, forse l’ unico vero amore della sua vita,che scappò lontano da lei come il peggiore dei codardi davanti al pericolo. Continuavo a fissare l’oceano, che di notte assomigliava a una distesa nera,illuminata al centro dai bianchi raggi lunari,uno spettacolo che mi toglieva il fiato, il mare era tutto quello che avevo,in quel momento mi sentivo solo,cambiato, improvvisamente la parte giocosa di me sparì, mi sembrava come se un frammento di ciò che ero, quella sera svanì. Ero ancora perso nei meandri dei miei ragionamenti,quando una voce mi fece sobbalzare “Capitano, siete ancora in piedi?” “Ciao Gibbs….si questa notte non credo che riuscirò a dormire?”risposi “Chi avete alle calcagna stavolta?”Mi domandò lui impaurito,la mia fama era risaputa, dove c’ero io c’erano guai. “Il destino…questa volta alle calcagna Gibbs, c’è il mio destino!”Dissi voltandomi di spalle e dirigendomi nella mia cabina,anche se prima di entrare mi fermai e ordinai “Domani mattina faremo rotta a Isla Martinez”E prima che Gibbs potesse replicare chiusi la porta per isolarmi dal mondo. Mi sdraiai sul letto, e abbandonandomi agli effetti del rum, mi addormentai….. …… “Rotta per Isla Martinez!”Urlò il primo ufficiale”cani rognosi, levate l’ancora,spiegate le vele,veloci lurido branco di ubriaconi!”continuò “Senti da che pulpito arriva la predica,ma se sei il re degli ubriaconi Gibbs!”Esclamai accennando un sorriso “Buongiorno Capitano, siete ancora malinconico?”Chiese Gibbs facendo una faccia al quanto strana. “non sono mai stato malinconico!”Esclamai io, dirigendomi al timone “E tutti quei discorsi di ieri sul destino ecc…ecc…?”Domandò ironizzando con il tono della voce “Quella non era malinconia, era realtà, ma adesso razza di impiccione, pensa a svolgere il tuo lavoro, invece di badare a ciò che faccio o dico io…da quando mi dai retta?”Chiesi cercando di nascondere il mio stato d’animo,e di riprendere la stessa aria di sempre,quella del Capitan Jack Sparrow. “Va bene scusate se mi preoccupo per voi…e poi io vi ho sempre dato retta e non ho mai messo in dubbio la vostra parola,solo che converrete con me, che questi discorsi profondi, detti da voi sono del tutto inaspettati….”Affermò fissandomi,poi aggiunse “Che dovete fare a Isla Martinez?” “Non ficcare il naso in cose che non ti riguardano,sono affari di famiglia,vuoi seguirmi Gibbs?Se non ti sta bene quella è l’asse!”Sentenziai cercando di riacquistare quell’aria ironica e di comando che avevo di solito. “no,no mi sta bene….figuratevi Jack!”Continuò Gibbs spostandosi altrove “Bene, allora veloci forza!”ordinai ai miei uomini. Presto prendemmo il largo.
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“Yo-ho..Yo-ho…la spada,il corpo in mare”Canticchiavo cercando di tirarmi su il morale, ma per quanto cercassi di non pensare, di non star male, non riuscivo a sentirmi meglio, e non capivo il motivo di questo mio stato d’animo, non sapevo se a farmi più male era il fatto che il mio vero padre mi abbandonò, oppure se era perché non mi sentivo più un vero Sparrow, ero come una brutta copia, io in realtà ero un altro, avevo il sangue di una altro uomo, e non di mio padre Tweg, si è vero lui mi aveva cresciuto e amato, e per me sarebbe rimasto per sempre l’unico vero padre,ma il pensiero che non ero realmente suo figlio mi mandava in confusione. Insomma avevo sempre pensato di essere l’unico e solo, e potente Capitan Jack Sparrow, ed ora mi sentivo, semplicemente Jack…quel cognome lo sentivo lontano. Ormai erano tre giorni che navigavo per raggiungere Isla Martinez, e adesso la potevo già intravedere in lontananza,ero li per cercare qualcuno che non conoscevo, di cui non sapevo nemmeno il colore dei capelli, che poteva anche essere morto, già non avevo pensato a questo, e se per caso era d’avvero morto?Lo sforzo del viaggio non sarebbe servito a niente. Impugnai la mia preziosa bottiglia di rum, e mentre stavo per sorseggiarla da dietro, spuntò all’improvviso Gibbs “Capitano!” “Ah!”Gridai tossendo,poiché mi andò di traverso quella bevanda “Mi hai fatto prendere un colpo!” “Scusate capitano, volevo solo avvisarvi che siamo arrivati!”Esclamò Gibbs “Bene attraccate!”Comandai dirigendomi verso il ponte della nave. “Signore vengo con voi?”Chiese il mio fedele amico Gibbs “no, voglio andare da solo,grazie!”Affermai scendendo. Mi incamminai verso il villaggio, incontrai un’ anziana signora, con un vestito un po’ malandato, e una mantella di lana che le copriva le spalle “Scusate Milady, sapreste indicarmi la casa dove abita Simon Clive?”Domandai cercando di essere più garbato possibile “giovanotto, è al castello, lui è il governatore, di questo posto, potete trovarlo li!”Mi rispose portando la mantella davanti alla bocca, per ripararsi dal freddo. “tenete!”Le dissi “Prendete questi, e compratevi un vestito più pesante”Continuai porgendole 100 sterline “grazie Giovanotto, siete d’avvero un brav’uomo!” ”Si certo!”Confermai, ma era ben altro quell oche pensavo di me “si come no!Un brav’uomo io!”E mi incamminai verso quel castello. Giunto sull’uscio bussai “toc, toc” “madre siete voi?”Disse una voce all’interno della casa, aprendo la porta. Mi ritrovai davanti una giovane donzella, di circa 25 anni, con due occhi verdi così intensi che lasciavano senza fiato, lunghi capelli neri, che scendevano giù mossi sulla schiena, un sorriso armonioso “Scusate Milord chi siete?”Chiese gentilmente “Sto cercando il governatore Simon Clive, posso parlargli?” “E’ mio padre, ma in questo momento non è in casa, è partito per la Spagna, e rimarrà li per diversi mesi,posso aiutarvi io in qualche modo?”Mi chiese “Vedete ho bisogno di parlare con vostro padre, è una storia lunga e rischierei di annoiarvi, comunque Milady, sono il Capitan Jack Sparrow” “Un capitano?Siete della marina?”Mi domandò “No, è meglio che non vi dica chi sono Milady!”Affermai “Siete…siete un pirata?”Fece lei sorprendendosi “Ehm…colpito e affondato!”Risposi io “Wow, un pirata!!Mi affascina la vostra vita, di sicuro sarà ricca di emozioni,e di esperienze travolgenti, invece io mi annoio a morte, Misha, stai retta con la schiena, Misha non poggiare i gomiti sul tavolo, non dare del tu al giardiniere, tu sei una nobile, Misha non fare questo, Misha non fare quest’altro…Mamma che angoscia!”Esclamò sbuffando “Eheheh!Vedo che la vita da gentil donna vi stressa Milady!”Le risposi “non immaginate quanto!”Replicò sorridendo “Potete sempre scappare via con me!”Le dissi, era più forte di me la mia parte da rimorchiane usciva sempre fuori,in un modo o nell’altro,dovevo sempre riuscire a far arrabbiare le fanciulle, e a prendermi qualche sberla. “Sarebbe stupendo!”Rispose lei interrompendo i miei pensieri,non me l’aspettavo. “Cosa?”Domandai “Voi volete imbarcarvi con me, un perfetto, sconosciuto, un pirata che magari ha anche cattive intenzioni!”aggiunsi con tono sorpreso “Se aveste avuto cattive intenzioni, mi avreste già aggredita, e invece vi siete comportato come un perfetto gentil’uomo,a proposito che cercate da mio padre?” “Ho saputo pochi giorni fa, che in realtà, mio padre, l’uomo che mi ha cresciuto, non è il mio vero padre, e ecco, lui mi ha detto che se volevo sapere chi fosse il mio padre naturale e cioè lo stronzo che mi ha abbandonato, dovevo chiederlo a Simon Clive, lui conosceva mia madre!”Dissi “Oh…che storia triste, Bè,mio padre si tratterrà molto in Spagna, quindi, non so come potervi aiutare!”Esclamò un po’ rammaricata “non fa niente Milady, ripasserò!Arrivederci”Le risposi con sguardo deluso,voltandomi. Stavo per andarmene, quando lei afferrò il mio braccio “Aspettate!”Esclamò ritirando la mano “Scusate è sconveniente per una fanciulla afferrare un uomo in questo modo, sono troppo istintiva…scusatemi, comunque volevo dirvi che se volete posso dirvi dove si trova mio padre precisamente, ad un patto però, che mi portiate con voi, voglio vivere anche se per pochi giorni, come una piratessa e almeno per un po’ sentirmi libera da obblighi e doveri, vi prego Capitan Sparrow!”Mi disse guardandomi fisso negli occhi, e come potevo dirle di no? “Certo Milady, con piacere!”Affermai sorridendo “e poi voi non siete mai sconveniente!”Aggiunsi in fine “Bene, allora,non mi rimane che trovare dei vestiti più consoni, una gonnella non è certo il massimo per una piratessa, quindi, ruberò i vestiti al mio servo!”Esclamò ridendo “Ruberete?Ma non si fa!”Risposi io ridendo “Li prenderò in prestito allora!”Ribadì ridendo anch’essa “per me potete anche venire spoglia dei vostri vestiti, non è un problema anzi mi rendereste felice!”Esclamai ridendo “Spam!”Mi mollò un ceffone, come poteva non essere altrimenti? “Scherzavo Milady!”Esclamai “non vi permetto determinate confidenze, Sparrow!”Rispose alterata tornando dentro. Dopo circa mezz’ora uscì fuori con i capelli sciolti, i pantaloni del suo servo, erano molto più grandi di lei, una camicia e una bandana, la ammirai diverse volte “Non ho mai visto una piratessa tanto graziosa!” “Grazie, neppure io ho mai visto un capitano tanto affascinante!”Sussurrò facendomi l’occhiolino “forza capitano, sono curiosa di conoscere la vostra nave!” “la mia Nave, è bellissima, è grande, è maestosa è potente…è la mia Perla Nera!” “la Perla Nera?oddio giusto, voi siete il famigerato Capitan Jack Sparrow, ora ricordo, dicono di voi, che avete ucciso Davey Jones, avete sconfitto Barbossa, siete riuscito a vincere anche Lord Beckett, siete proprio voi?Come ha fatto a non venirmi subito in mente il vostro nome?Io vi ammiro, io…sono così contenta di avervi incontrato, siete un mito per me!”Esclamò saltandomi al collo “Scusatemi se vi abbraccio, ma sono così felice di avervi incontrato!” “Oh Milady, mi onora il vostro entusiasmo…ebbene si sono io il famigerato Jack Sparrow, e tutto quello che si racconta di me è tutta pura realtà!”Affermai pavoneggiandomi come un gallo cedrone e abbracciandola a mia volta. “Wow, ed io vivrò un po’ di giorni con il mio mito, sarà pure sconveniente per una fanciulla, ma io sono così felice!Se mia madre mi vedesse e mi sentisse parlare, le prenderebbe un colpo, quindi andiamocene prima che ritorni, tanto le ho lasciato un biglietto ,le ho scritto che sarei andata da papà, e non vi preoccupate sono stata bene attenta ad omettere il particolare che sarei andata in Spagna con voi, un pirata!” Era una ragazza piena di vita, entusiasta di vivere e di scoprire nuovi mondi, si vedeva benissimo che amava l’avventura,e che non apparteneva a quel mondo di aristocrazia, pieno di regole sciocche, lei era troppo vitale, per rimanere chiusa tra quelle quattro mura a bere the, e a sentire noiosi e ripetitivi discorsi che,si affrontavano tra nobili. Era riuscita in pochi secondi, a sollevarmi il morale, improvvisamente tutta quell’angoscia era andata via “Capitano, volete rimanere ancora a lungo a fissare il vuoto?Forza muoviamoci!” “Si,certo…alla Perla!”Dissi mettendole un braccio intorno al collo.
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