Grazie veramente... *___* Speriamo che non rovinerò tutto andando avanti...ecco un altro capitolo!
3° CAPITOLO: NESSUNO PUO' PIEGARE MORT RAINEY!
29/04/01 h: 00:57
Ed oggi l’ ho sognata, per l’ ennesima volta. Eravamo qui in questa casa, diceva di amarmi, di volere dei bambini, di non desiderare altro che non fossi io. E poi eccola dopo un po’ in quella camera d’ albergo con lui. Sembrava tutto così reale. Sembrava stessi nuovamente rivivendo quell’ episodio. Lei per me ormai è in incubo, che viene ogni notte a turbare i miei sogni, è come un livido che non riesco a far scomparire mai. Perché continua ad ossessionarmi anche se non c’è più? E perché continuo ancora a parlarne?
Non ci crederete mai, ma oggi mi è stato concesso di poter prendere l' auto da solo, allontanarmi da questa villa di ricordi, e staccare un attimo la spina dalla realtà. Dicono che probabilmente mi sarà concesso di farlo ogni weekend, anche se solo per un massimo di due ore. Gli sbirri vogliono sempre sapere dove sono, e in caso di ritardo vengono a recuperarmi loro stessi. Come ho passato questo pomeriggio? Ho deciso di andare in centro, per fare un giro ed inoltre avevo un motivo ben preciso per farlo. Come già sapete, Martedì ho incontrato quella ragazza, Simona, beh dalla fretta di scappare dalle mie “ pericolose “ grinfie ha lasciato cadere distrattamente il portafoglio a terra, che io ho giustamente e saggiamente raccolto ed analizzato. C’è ogni tipo di documento all’ interno, a partire dalla carta di identità. L' ho chiamata comunicandole la perdita, e le ho dato appuntamento per le sei in un bar del centro per poterglielo restituire. Naturalmente, lei non sapeva e non immaginava che fossi io. Lei pensava di averlo perso distrattamente in chissà quale supermercato. Ora so tutto di lei, e so per certo che questa cosa la inquieterà.
L’ ho incontrata. Non potrò dimenticare mai la sua faccia nell’ entrare in quel bar col suo portafoglio in mano.
“ E' tuo vero? “ le domando con l’ aria più innocente che potessi mai assumere.
“ Mort! “ esclama lei sgranando gli occhi, e cominciando a rovistare all’ interno della sua borsetta.
“ Sono felice anche io di vederti! “ ironizzo, sedendomi accanto a lei “ Allora Simona, cosa posso offrirti? “
“ Niente! Assolutamente niente! Anzi, ero sul punto di andarmene! Ho un impegno urgente! “
“ E quale? Chiamare la polizia? Tranquilla, nel weekend mi è permesso un piccolo strappo e posso uscire di casa! Avevamo un accordo o mi sbaglio? “ le chiedo, poggiando una mano sul suo ginocchio.
“ Non mi sembra proprio! Nessun accordo! “
“ Ah sì? Avevi detto che mi avresti permesso di conoscerti, solamente qualora ci fossimo rincontrati, beh è successo! “
“ Ehm, non c’ entra! Doveva essere un incontro casuale! “
La vedevo molto in difficoltà. Sembrava stesse disperatamente arrampicandosi sugli specchi e scivolando senza riuscirci.
“ Tu non sapevi che fossi io ad avere il portafoglio, e quindi l’ incontro è
casuale! “ insisto io con la mia solita faccia tosta.
“ Che cosa vuoi da me? “
“ Niente! “
“ E allora non c’è motivo per cui io non possa andare via! “ esclama lei alzandosi in piedi.
La tiro da un braccio, e la obbligo a risedersi.
“ Due chiacchiere! Mi va di parlare! E penso che in fondo non dispiaccia neanche a te! “
“ Cosa la rende così sicuro di sé? “
“ Io non sono sicuro di me, ma di te, del fatto che a te non dispiace la mia compagnia! Ti va di parlare un po’? “
“ Se è questo che mi permetterà di liberarmi dalle tue pressioni, va bene! Parliamo! “ risponde lei, con un tono difficile da decifrare. Se non era veramente annoiata, allora era una perfetta attrice. E sentivo che quella diffidenza non era vera.
“ Quanti anni hai Simona? “
“ 21 anni! “
“ Studi? “
“ Si, studio in una scuola di giornalismo in città! “
“ Bene, potrei essere il primo a concederti unì intervista! “
“ Chissà! Posso andare ora? “ esclamò balzando in piedi nuovamente.
“ Non ho finito! Voglio che sia tu a farmi delle domande! Dai, intervistami, potrebbe essere una cosa buona per ottenere un buon voto nella tua scuola! “
Simona prese una sorta di block-notes dalla sua borsa. Trasformando la conversazione in un colloquio formale, veniva a smorzare il tono confidenziale che per nulla le garbava, o per lo meno del quale aveva paura e timore. Molto furba, ma di certo non poteva competere con la mia di furbizia. Non c’ era paragone.
“ Quanti anni ha Mort, e da quanto tempo si dedica alla scrittura? “ mi chiede mentre picchiettava l’ estremità della penna sul tavolino.
“ Ho 43 anni e scrivo fin da quanto ero un giovincello della tua età! “
“ Cos’è che l’ ha portata alla passione per la scrittura? “
“ La necessità di sfogare vicende della mia vita, e di descriverle in maniera molto più grande, e in maniera molto più drammatica in modo da far sembrare i miei problemi di poco conto rispetto a quelli di cui parlo nei miei libri! “
“ Ma a quanto pare non è servito a molto… “ esclama lei, guardandomi fisso negli occhi. In quel momento è riuscita ad imbarazzarmi. Stava investigando con calma, ma in maniera diretta e mirata, da vera professionista.
“ A cosa ti riferisci di preciso? “ le chiedo facendo finta di non capire.
“ Hai pensato che l’ unico modo per porre fine ai tuoi problemi, era liberarti di… questi problemi, di determinate persone… Cosa ti ha spinto a farlo? “
“ Come mi piace dirlo, per legittima difesa! Quella donna mi ha rovinato la vita! Ed io gliel’ ho tolta… “
Vidi Simona rabbrividire, ma non voleva mostrarsi in panico come la volta precedente in cui ci eravamo visti.
“ E se dovesse capitarti un’ altra volta? Reagirai allo stesso modo o ti sei pentito? “
“ Non può capitare. Il mio cuore ormai è frantumato. Non può rompersi, più di come già è. E comunque non mi pento proprio di niente, anzi! Tornassi indietro, lo rifarei! “
Ed ecco un altro brivido scorrerle su per la schiena. Provava paura nei miei riguardi fin dal primo momento in cui mi aveva visto in faccia? Ed ora il mio scopo, era quella di farla crescere ulteriormente. Non si era fidata di me senza un motivo? Ed ora invece gliene davo uno.
“ Secondo me nascondi il rimpianto, la vergogna e il rimorso dietro questo tuo atteggiamento compiaciuto e strafottente! “ mi dice abbassando il tono di voce, e scandendo piano piano ogni singola parola di quella inutile frase.
“ Io non nascondo niente! “ esclamo io agitato. Anche se non capivo che cosa stesse agitandomi.
“ Allora perché adesso sei tu ad alzarti? “ mi domanda, guardandomi con aria di sfida.
Mi risiedo con titubanza, mentre lei mi fissava con aria sempre più indagatrice.
“ Vedo che c’ ha preso gusto! “ le dico cercando di rompere il ghiaccio.
“ Volevi tanto chiacchierare, ed eccomi! Non ti sta piacendo la conversazione? “
“ Macché scherzi! Mi piace da matti! “ le rispondo con tono non molto convinto.
“ Allora continuiamo! “ esclama lei sicura, voltando pagina al suo block-notes.
“ C’è qualcosa che ti consuma, che non ti fa dormire, che non ti da pace, vero? “
“ Non sono cose che le riguardano! E poi adesso sta passando al personale! Non va bene per un’ intervista! “
Getta la penna per terra, e poi esclama:
“ Ecco, il colloquio è finito! Adesso possiamo passare a toni più confidenziali! “
In quel momento vidi Paul alla porta. Era venuto a recuperarmi.
“ Signorina, la sta ancora importunando? “ chiede, avvicinandosi con passo pesante.
“ No, affatto… “ risponde, replicando l’ episodio precedente, ma stavolta con tono molto più sicuro.
“ Semmai sono stata io ad importunarlo, vero Mort? Ci tenevi tanto a parlare con me e ti ho accontentato! Adesso ti arrendi? “ continua poi rivolta verso di me.
“ Non mi ha importunato! Ed io non mi arrendo. Possiamo rivederci quando vuole, signorina! Non ho alcun problema! “
“ Meglio così! Ma comunque dipende tutto dal caso, allora! Se il destino ci riserverà di vederci nuovamente, allora lo faremo! “
“ Eh no, mia cara! So dove abita grazie ai tuoi documenti! “ le dico con fare minaccioso.
La vidi sbiancare d’ un tratto e divenire incapace di dire qualcosa. La situazione si era nuovamente rivoltata a mio favore.
“ Quindi, se non viene lei a trovarmi lo farò io! “ le dissi, poi mi avvicino a lei e le sussurro in un orecchio “ In un momento che tutto si aspettebbe, tranne la mia visita! Di notte, mentre sta dormendo… ma so per certo che dopo questa ma affermazione non lo farà! “
“ Se stai cercando di spaventarmi, non ci riesci! “ mi risponde lei con finta tranquillità.
“ E allora prova a non venire a casa mia, o ad evitarmi e vedrà cosa le aspetta! “ le dico all’ orecchio ringhiando, allontanandomi alla svelta ed uscendo dal bar.
Quella ragazza mi incuriosisce, e sento la sfrenata voglia di sfidarla e di vedere la sua reazione. Credeva di essere riuscita a piegarmi, e invece niente. Il suo tentativo era quello. Voleva farmi ragionare.
Mi stava trattando proprio come quella psicologa che volevano affibbiarmi. Ed è per questo che nel momento in cui la vedevo più aperta nei miei riguardi, ho ricominciato a spaventarla. Io non mi nascondo dietro questo mio atteggiamento, non nascondo un bel niente. Non ho bisogno dell’ aiuto di nessuno. Se la cerco, è solamente per far capire a lei, e attraverso lei a tutti quanti, che il mio gesto non è da condannare, ma da giustificare. Non sopporto quelle come lei, non sopporto il modo in cui ha cercato di rigirarmi. Non sopporto di essere così contraddittorio. Non sopporto il fatto che da dopo averla vista oggi pomeriggio, quando mi guardo allo stesso modo non mi vedo più allo stesso modo, ma quasi con disgusto. Che cosa mi succede? E perché mi ritrovo a quest’ ora di notte a scrivere e parlare di lei? Ho altro di meglio da fare. Quelle fottute patatine mi stanno aspettando per spappolarmi il fegato. Neanche questo può farmi male quanto ha fatto LEI...
Edited by BLaSCa - 17/6/2007, 20:41