Capitolo 2
Il pranzo fu veramente squisito, quella volta la signora Smith aveva superato se stessa e credo che anche il conte ne fosse convinto.
Quando finimmo di pranzare, mio padre salì in camera a riposare, lasciandomi da sola con il bel conte:
" Ebbene, signore, dalle poche notizie che conosco sul vostro conto, potrei dire che siete un uomo abile negli affari, dico bene?"
" Si, Miss"
" Parlatemi un pò di voi, ve ne prego"
" La mia vita è la medesima di un comunissimo conte"
" Siete un uomo di poche parole, vedo"
" E voi siete una donna a cui piace molto parlare"
" A chi non piace conversare? E' il modo più semplice per poter conoscere meglio un individuo, non credete signore?"
" Se aveste detto una frase del genere in Inghilterra, penso che tutte le nobildonne vi avrebbero derisa, Miss"
" Deridermi?! E perchè mai??" chiesi stupita
" Ebbene, la maggior parte delle nobildonne inglesi, pensano che il modo migliore per conoscersi sia il ballo"
" Il ballo?! Ad ogni modo, qui siamo nel Nuovo Mondo e la maggior parte delle nobildonne pensano che il modo migliore per conoscersi, sia la conversazione...caro conte, fareste meglio ad adattarvi in fretta a queste abitudini o vorrete che nessuna donna vi tenga in considerazione?"
Il conte mi guardò sbigottito, ma allo stesso tempo divertito dal mio modo di parlare:
" Vi sbagliate, Miss. Sebbene non abbia ancora appreso tutte le abitudini del vostro Paese, adesso mi trovo a conversare con una bellissima fanciulla" disse senza staccare lo sguardo dai miei occhi.
Al che mi sentii in imbarazzo, a tal punto che distolsi lo sguardo:
" Non dovete sentirvi in imbarazzo, non penso sia il primo a farvi dei complimenti"
" E' vero, signore, ma provo sempre del disagio quando ne ricevo qualcuno"
" Siete adorabile, quando fate in questo modo, pensavo che foste una donna alquanto altezzosa e invece mi devo ricredere al riguardo"
Io non risposi......distolsi nuovamente lo sguardo....la situazione stava diventando insostenibile; per mia fortuna, il conte capì il mio stato d'animo e cambiò discorso:
" Noto che possedete uno splendido pianoforte"
" Si, apparteneva a mia madre..."
" Vogliate perdonarmi, non sapevo della sua perdita"
" Non vi preoccupate, come avete detto voi stesso, non sapevate della sua perdita"
" E voi sapete suonarlo?"
" Non in modo egregio"
" Sarei veramente felice, se suonaste qualcosa per me, ve ne prego".
In questo modo, mi diressi verso il pianoforte, mi sedetti sullo sgabello e cominciai a suonare; chiusi gli occhi e appena i polpastrelli delle mie dita, sfiorarono i tasti, per la mente cominciarono a passarmi le immagini di quando ero bambina e ascoltavo mia madre, suonava la stessa melodia che stavo suonando in quel momento. Mi vedevo seduta su quello stesso sgabello con lei, mentre tentava in vano di farmi apprendere qualche nota.....penso che sarebbe fiera di me se mi vedesse.
Senza accorgermene, le mie guance cominciarono a bagnarsi, tanto che fui raggiunta dal conte:
" Signorina Mongomery, vi sentite bene??" mi chiese preoccupato
" Si...non fate caso alle mie lacrime....".
A questo punto, con mia grande sorpresa, lo vidi avvicinarsi sempre di più verso di me, allargò le braccia e mi abbracciò.
Capitolo 3
Le sue braccia erano forti, mi sentivo al sicuro, ci guardammo ancora abbracciati, stavamo quasi per congiungere le nostre labbra, quando fummo interrotti da mio padre:
" Mi duole disturbarvi, mia cara, ma vedendo la splendida giornata di quest'oggi, mi sembrava opportuno, far vedere un pò il nostro Paese al signor Scott, dato che è la prima volta che vi mette piede....se non ricordo male, mi avevate parlato, durante il viaggio, di un luogo, che volevate visitare, di cui adesso mi sfugge, a mio malgrado, il nome..."
" Si, ricordate bene, signore. Il luogo da me citato è l'Isola di Tortuga" disse il conte
" L'Isola di Tortuga?! E casa ha mai di tanto eclatante, da richiamare il vostro interesse?" chiesi
" Mi piacerebbe visitarla..." disse semplicemente
" Bene, allora, vi farò preparare un'imbarcazione, in modo che possiate raggiungerla"
" Ma come, padre, non venite con noi?"
" No, mia cara, per questa volta credo che farete a meno della mia presenza, purtroppo ho degli affari che mi trattengono"
" Mi dispiace, padre, ad ogni modo, quando potremo partire?"
" Quando sarà pronta l'imbarcazione, il signor Jones, il nostro servo, verrà ad avvisarci".
Così, dopo all'incirca un'ora, fece la sua comparsa il signor Jones. In questo modo, salimmo sulla nave e ci dirigemmo a Tortuga.
Capitolo 4
Arrivammo nella famigerata isola, non vi avevo mai messo piede prima, come il conte del resto, ma ciò che vidi mi disgustò alquanto, c'erano ubriaconi e donne di malaffare ad ogni angolo...ero meravigliata che il conte volesse tanto visitare quell'isola.
Ad un certo punto, scorsi da lontano, un uomo dagli abiti, piuttosto bislacchi, aveva i capelli lunghi e neri con degli strani pendagli, che gli fuoriuscivano dal copricapo e gli occhi neri, evidenziati da della tinta nera anch'essa, ma la cosa che più mi fece divertire, fu quella sua andatura a metà dall'essere ubriaco e dall'essere effeminato, oserei dire.
Più si avvicinava anoi, più mi scrutava ed io facevo lo stesso nei suoi confronti, finchè disse:
" Salve stranieri, benvenuti a Tortuga" disse levandosi il cappello e facendomi un inchino degno di un gentiluomo
" Salve" risposi.
Al che, il conte mi disse in disparte:
" Perdonatemi, se vi ho portata in codesto posto dimenticato da Dio...andiamo via, ne ho avuto abbastanza, questo luogo è abitato soltanto da pirati!"
" Pirati?!" dissi ad alta voce
" Non mi sono ancora presentato, il mio nome è Jack Sparrow.....Capitan Jack Sparrow" e rifece nuovamente l'inchino
" Salve signor Sparrow.....è stato alquanto gentile a presentarsi, ma adesso togliamo il disturbo" disse il conte
" Calma, calma.....che fretta c'è? Siete appena arrivati, fatemi conoscere un pò meglio la vostra milady" disse scrutandomi con aria maliziosa
" Non credo che la milady, voglia fare la vostra conoscenza" dissi infastidita
" Wo-oh! Milady, io sono un gentiluomo, non mi permetterei mai di alludere a qualcos'altro, capite a cosa mi riferisco?" sorridendo
" Siete soltanto un mascalzone, altro che gentiluomo!" dissi sempre più infastidita
" Voi avete la lingua lunga, milady, e ciò mi delizia....le sarei grato se accettasse di far parte della mia banda di filibustieri"
" Che cosa?! A quale banda vi state riferendo?? Forse a quei grassoni e ubriaconi che sono seduti lì in fondo, che scommetto non sanno neanche come impugnare una spada?!" dissi ridendo.
Jack si volse, guardò il gruppo a cui alludevo e poi disse:
" Beh, in effetti, non sono un bello spettacolo...."
" Infatti.....sapete, voi siete il peggior pirata che abbia mai visto!"
" Signorina Mongomery, sarebbe meglio se andassimo, non crede?" mi disse il conte
" Un momento, fermi voi due.....Cosa, cosa, cosa???? Voi sareste, per caso, la figlia del governatore Philippe François Mongomery?!" disse Jack
" Come fate a conoscere mio padre??"
" Gente, fermate il ragazzo, la signorina Mongomery appartiene a me"
" Che cosa?! Io non appartengo proprio a nessuno! Voi siete completamente uscito fuori di senno!"
Al che vidi un gruppo di uomini tenere per le braccia il conte, che si dimenava come un forsennato, mentre Jack si avvicinò a me:
" Mi dispiace, milady.....ma è così che deve andare"detto ciò mi prese in braccio e mi portò sulla propria imbarcazione.
Non ci stavo capendo più nulla.....che fine avrebbe mai fatto il povero conte in balia di quegli orrendi pirati?? E soprattutto, come faceva Jack Sparrow a conoscere mio padre??
Capitolo 5
Ero rimasta quindi da sola con quel bislacco pirata e la sua ciurma di pazzoidi.....sempre in braccio a Jack raggiungemmo una nave, che in realtà non aveva per niente l'aspetto di una nave da pirat, sembrava più che altro una bagnarola:
" Ehm... signore, potrebbe far appoggiare gentilmente i miei piedi sul suolo, se non le dispiace?" dissi in tono sarcastico
" Certo, milady"
A questo punto salimmo sull'imbarcazione:
" Ebbene, questa sarebbe una nave da pirata?!"
" Tecnicamente....si.....ma questa è soltanto in prestito"
" In prestito dite? Vuol dire che non possedete una nave tutta vostra?"
" Una volta ne possedevo una, si chiamava Perla Nera, era davvero magnifica"
" E che fine ha fatto questa Perla Nera??"
" E' una storia lunga, milady, non vorrei annoiarla con le mie parole...."
" Signorina, la tanto agognata Perla Nera, è stata requisita da un altro pirata, un tempo amico del nostro capitano, il suo nome è Barbossa, il quale ci ha lasciati su un'isola deserta, e da allora , il capitano, non fa altro che cercarla per i sette mari" disse un mozzo.
A questo punto Jack gli lanciò un'occhiataccia, tanto che scoppiai a ridere:
" Oddio, voi siete di sicuro il peggior pirata che abbia mai visto!! Vi siete fatto soffiare sotto il vostro naso, un'intera nave, per giunta da un vostro amico!!"
" Vorrei precisare che Barbossa non è mai stato un mio amico.....avete finito di ridere, milady?" disse serioso
" Certo......certo.....ahahahahahahahah......non ce la faccio........ahahahahahah!!!!" le mie risate furono seguite dall'intero equipaggio
" SILEEEEEEEEEEEEENZIO!!!!!!" gridò Jack
" Ci scusi capitano" dissero in coro
" Adesso cominciate a ragionare.....milady, è quasi ora di cenare, andate nelle cucine e preparate qualcosa per me e per i miei uomini"
" Che cosa?! Io dovrei cucinare per voi?! Ma non ci penso affatto! Semmai dovreste essere voi a cucinare per me, io sono ospite in questa nave e per giunta una nobildonna! Non potrei mai sporcarmi le mani, per un mucchio di insulsi pirati come voi!"
" Badate a come parlate, milady, potrò anche essere un insulso pirata, come dite voi stessa, ma nulla mi vieta di gettarla in pasto al mare"
" Non ne avete il coraggio, sono troppo importante per voi, altrimenti non mi avreste rapita, dico bene sinor Sparrow?"
" Voi mi state infastidendo, milady....Occhio di Lince, prepara la cena"
" Ma capitano...." disse Occhio di Lince
" Niente ma....fa come ti ho detto"
" Si, capitano"
" Miss Mongomery, voi cenerete con me, spero non vi dispiaccia"
" Affatto".
In questo modo io e Jack, ci dirigemmo nella sua cabina, dove vi era un tavolo in legno, sgangherato, prendemmo posto e dopo una mezzoretta Occhio di Lince ci portò la cena:
" Spero sia tutto di vostro gradimento, milady" mi chiese Jack
" Non c'è male, vi ringrazio"
" Cogliendo l'occasione di esser soli, vorrei chiedervi come mai conosciate mio padre"
" E' una storia alquanto bizzarra. Mi trovavo nei mari dell' Inghilterra, qualche anno fa con la mia adorata Perla Nera, quando conobbi un uomo, che mi supplicò di aiutarlo ni suoi affari. In principio non volevo farlo, perchè non vedevo ciò che ne avrei potuto ricavare, così quell'uomo mi disse, che se avevvi razziato per lui, un'imbarcazione che avrebbe altrimenti compromesso i propri affari, in cambio mi avrebbe consegnato, un forziere pieno zeppo d'oro. Al che dissi che l'oro non era sufficiente per un pirata del mio calibro, così quell'uomo di nome Philippe François Mongomery, in preda alla disperazione, mi disse che insieme all'oro mi avrebbe consegnato anche la sua adorata figliola....vostro padre mi giocò, ricevetti l'oro, ma non ricevetti mai voi...."
" E' semplicemente impossibile, mio padre non avrebbe mai permesso una cosa del genere, non è da lui!" dissi
" E invece dovete credermi, voi siete qui solo per colpa sua.....perciò siete costretta a divenire la milady del sottoscritto Capitan Jack Sparrow che vogliate o meno!"
" Io non sarò mai vostra, potete scordarvelo!"
" Volete fare la preziosa? Bene...bene....con il tempo vi farò cadere ai miei piedi, milady"
" Non contateci signor Sparrow!"
" Vedremo, mia cara, vedremo...".